venerdì 11 dicembre 2020

I libri che ho letto nel 2019 - #librilettidallamela2019

L'altro anno mi pareva di avere fatto tardi, postando i libri letti nell'anno precedente a fine Settembre.
Questo anno sono stata ancora peggiore, e li faccio praticamente a fine anno, ma sono sicura che i 4 o 5 che mi seguono attualmente mi sapranno perdonare ;)
Se volete essere sempre aggiornati in tempo reale sulle mie letture, vi consiglio di seguirmi sul mio Goodreads e sul mio Instagram, dove posto sempre appena terminata una lettura.
I seguenti commenti sono ripostati da queste due piattaforme.


Tuo marito che ti lascia dopo 18 anni (per telefono), il lavoro che subisce un brutto stop, sentirsi mancare la terra sotto i piedi e non sapere da dove ricominciare...e poi, su consiglio della psicoterapeuta, provare a ritrovarsi facendo ogni giorno, per 10 minuti, una cosa che non si è mai fatta prima, fosse anche osare un colore di smalto che mai avresti visto su di te, per arrivare a dare il tuo telefono ad un estraneo, chiedendogli di mandare un certo messaggio ad uno qualunque dei tuoi contatti.Una storia di rinascita scritta in maniera fresca, leggera ma che arriva al cuore di chi, almeno una volta nella vita,si è sentito smarrito.Perchè si spegne lentamente chi fa sempre le stesse cose, indossa gli stessi vestiti, ascolta la stessa musica, mangia lo stesso cibo.La vita è un continuo cambiamento, e non abbracciarlo è diventare acqua stagnante.Non dite mai "non lo so fare".Provate.Non dite "non mi piace".Assaggiate.Vivete. 



Leggere questo libro è stato come scalare una montagna. Ho cominciato a volerlo mollare tipo a pagina 100(ne ha 850), e a intervalli regolari l'ho messo in pausa, ripreso, voluto abbandonare di nuovo. Dalla cima della montagna, guardando giù, devo dire che comunque è un libro ben scritto che sono contenta di aver letto fino alla fine, alla faccia del profondo fastidio, procuratomi dal fatto che la presunta trama di fondo(la storia di una palla da baseball protagonista di un lancio mitico, che passa di mano in mano a vari personaggi) venisse bellamente abbandonata per centinaia di pagine...è comunque un bello spaccato di storia americana.


Una ventenne di campagna, malvestita e con un atteggiamento verso il sesso che manco una suora dell'800, si trasferisce a Chicago(finalmente un rosa non ambientato a New York, Parigi o Londra!), e viene assunta in un importante azienda di brokeraggio, solo perchè ha la fortuna di far invanghire di sè i padroni della baracca, due bei ragazzoni pieni di soldi e fisicati, che scommettono a chi se la scopa prima. Ovviamente lei, smessa la gonna al ginocchio color talpa e sciolti i lunghi capelli rossi, diventa una sventola galattica, e grazie anche al fisico da urlo(e a dei modi alquanto peperini), trasforma ben presto quella che era nata come una semplice scommessa in qualcosa di molto più intenso e complicato, per i due fratelli.
Di solito non leggo romanzi rosa, avevo comprato questo libro più per simpatia che altro ma alla fine Bianca mi ha fregato:questo romanzo è frizzante, divertente, pepatissimo e non si riesce ad appoggiare.L'ho letto in 3 gg e attendo il seguito(è una dilogia col secondo in uscita a brevissimo) come la pioggia ad Agosto.Bravissima!I personaggi sono ben costruiti, la trama interessante grazie anche ad un piccolo twist giallo che movimenta il libro senza però distogliere troppo dal tema principale, e sopratutto NON E' SDOLCINATO, che è una cosa che succede spesso nei romance, e mi fa vomitare XD
Aspetto anche lo spinoff che spero l'autrice vorrà dedicare alla famiglia Miller, in particolare ai gemelli Ocean e River, che compaiono a fondo libro ma conquistano la scena in un attimo.


Un soldato americano alcolista, di stanza in Friuli nella prima guerra mondiale, si innamora di una infermiera petulante e un pó svalvolata, diserta e scappa con lei incinta,e non vi spoilero il finale però devo dire che per me finisce un po' tronco, e come tipo di scrittura purtroppo non mi ha conquistato. Il tutto è narrato in maniera semplice e lineare, a volte secondo me soffermandosi troppo su particolari secondari che non trovavo interessanti.
Ci sono altri autori con stili semplici che apprezzo, ma con Ernestino, qua, non sono riuscita ad emozionarmi.


Un insieme di strisce con protagonista un gatto cicciotto e sfigatello, con situazioni in cui ci si può ritrovare nella vita quotidiana. 
Certe sono divertenti, la maggior parte lascia un sorriso a denti stretti del tipo "non sto ridendo... Dovrei?"
Nel complesso caruccio, ed interessanti le note a fondo libro con curiosità e storie dal Giappone, patria del peloso in questione.


Un sito che parla di cucina, un uomo che ci si iscrive fingendosi donna per imbarazzo, un amicizia che nasce innocente per poi diventare qualcosa di più. Ma cosa? Il libro finisce tronco(auspico un seguito quanto prima), ed alla fine, a mio avviso, non ha mai un vero decollo emotivo. È scritto tutto in forma di mail(e pure in maniera poco chiara a volte, visto che i destinatari cambiano ma graficamente non viene sempre evidenziato), spesso molto brevi, e risulta piuttosto freddo, come tipo di narrazione.
Tanto spazio alla cucina(pure troppo)e poco alla storia.


Divertentissimo libro su un uomo ed una donna che si incontrano, ed innamorano perdutamente, grazie all'intervento di due cupido molto particolari, ovvero due intelligenze artificiali che, ravvisando una certa compatibilità fra i due, intervengono con una mail misteriosa per far sì che si incontrino. 
Ed anche inquietante a (rari) momenti, ti fa riflettere ai mezzi che si hanno per influire sulla vita delle persone via web, visti i vari maneggi che le IA suddette riescono a compiere, nel bene e nel male.
Delizioso, scorrevole, a momenti esilarante, meraviglioso.


Un bel giallo ucronico, ambientato in un mondo alternativo dove i nazisti hanno vinto la seconda guerra mondiale, personaggi interessanti ed intreccio appassionante.Mi ha fatto ridere come, fra i vari personaggi,quello a cui avevo affibbiato la faccia di Sean Bean faccia la fine barbina che fa SB sempre XD


Un biologo si aggira, accompagnato da dei militari, su una terra dove le temperature si sono alzate talmente tanto, da far sciogliere tutti i ghiacci e sommergere tutte le città del globo, riducendolo ad un insieme di lagune ed atolli;il suo lavoro di raccolta dati è anche a lui evidentemente privo di senso, dal momento che la situazione terrestre è irreversibile e, malgrado una parvenza di ordine dato dalla squadra si soldati che lo affianca, non sembrano esserci più governi o un qualsiasi tipo di struttura organizzata a cui il suo lavoro potesse essere di interesse o utilità.
Scritto nel 1962 ma incredibilmente e terribilmente premonitorio, questo libro parla della deriva psichica di persone che si trovano in un mondo ostile, dove l'uomo si ritrova a scivolare al fondo della catena alimentare, in favore di animali, come rettili ed anfibi, ben più adatti alla nuova terra creatasi.
Claustrofobico ed ipnotizzante, questo libro mi è piaciuto enormemente, catturandomi fino all'ultima pagina, anche se il finale mi ha lasciato un pò spiazzata.Continuo a preferirgli "Il condominio", ma ciò non toglie che non vedo l'ora di leggere altro, di questo autore.


Capitolo conclusivo della dilogia cominciata con "Partita doppia", "Doppia sfida" sposta l'azione a Wildrose, cittadina natale di Cinnamon, che in questo volume si trasforma in una donna coi cosiddetti, abbastanza per lei ed il suo amato che qui, mi secca dirlo, fa veramente la figura dello smidollato, infantile coglione... il che non vuol dire che la romance fra loro non sia avvincente(ed infuocata), però ci sono dei momenti dove vorresti veramente mettere la mano nel libro, tirarlo per la maglietta e gridargli "À CALEBBB RIPIJATEEE!!!". Bellissima la famiglia Miller, purtroppo ancora poco approfondita;spero in altri volumi che ne sviscerino ogni componente, sono tanto interessanti ma purtroppo, giustamente per dar spazio alla trama principale, di ognuno si parla troppo poco. Spettacolare Paul, il capofamiglia, e molto interessante la serie di colpi di scena che movimentano un libro che, guardando il suo book trailer, sembrava concludersi nella più banale delle maniere possibili,tanto che non volevo manco leggerlo. Ma sono felicissima di averlo fatto! 
E correte a farlo anche voi, non perdetevelo!


Un giallo non molto giallo ma un libretto piacevole, leggero, 
scorrevolissimo e divertente.
Sono più per i gialli cupi e truculenti, qui invece il crimine e l'indagine ci sono, ma il tutto è molto innocuo, narrativamente, non c'è tensione o suspense, la storia si dipana in tranquillità seguendo le chiacchiere dei vecchietti del Bar Lume, come fossero pettegolezzi di sottofondo.Una bella lettura da ombrellone.

Questo libro, scovato ad un bookcrossing, mi ha fatto innamorare del formato supertascabile dei Sellerio;con le loro grafiche brutte e la carta giallina li avevo sempre evitati, ma sono stracomodi da portare in giro!



Una vita tranquilla, che scorre su binari collaudati ma privi di emozioni ed entusiasmi. Una donna misteriosa che arriva come il più feroce degli incendi a distruggere non solo l'esistenza del protagonista, ma anche quella di chiunque lo circondi.La quintessenza dell'ossessione amorosa messa su carta.
Un libro sconvolgente, ammaliante, doloroso.



Una bella storia di amore fraterno, amicizia e sensi di colpa, scritta molto bene, con un percorso di salti temporali che è molto ben gestito e funzionale alla narrazione.
Impossibile non emozionarsi con Adriano, personaggio che certo però un po' di sfiga la porti, eh, ragazzo mio! Battute a parte, ve lo straconsiglio, fra l'altro recentemente è uscita la versione "riveduta e corretta" per Words edizioni anche su cartaceo(io avevo letto l'ebook)


Immaginate di ricevere in regalo uno scatolone incartato in una carta coloratissima, forse un pò pacchiana. Aprite e ci trovate una scatola meravigliosa in legno intagliato,preziosa, che contiene il regalo vero.Questo libro è un pò così.All'inizio sembra una cosina semplicina, divertente, leggerina, persino un pò young adult, scritta in prima persona e scorrevolissima;ma dopo, fra tutte le battute divertenti e le situazioni un pò bizzarre, si insinua una sottotrama di amarezze familiari, rimpianti per le cose non fatte e dette, sopratutto con e alle persone care, di cosa vuol dire essere vivi, vivere ed aver vissuto. Si parla di gatti, con grande tenerezza ed amore, ma anche di cinema, concetto del tempo e di cosa si lascia di noi quando è giunto il momento.
Un piccolo gioiellino inaspettato, che spero vorrete leggere.


Pensavo fosse uno di quei libri scaldacuore per Gattare Perse come la sottoscritta.

Ah, se mi sbagliavo.

Il gatto è qui utilizzato come voce narrante di un libro che, scritto all'inizio del 900, si prende gioco di certi giapponesi che, per darsi arie, si dedicano a varie arti di natura occidentale, in un periodo in cui ciò che veniva da Ovest era considerato innovativo e quindi "cool".
La stragrande maggioranza del libro consiste in dialoghi fra il professore padrone del gatto e i suoi amici imbecilli(non se ne salva uno)che passano a trovarlo a casa, roba di poco interesse, che da sciapa diventa noiosa come la morte quando, da metà/tre quarti del libro, il nostro Soseki parte con la filosofia a palla, mettendola in bocca anche al gatto con una inappropriatezza che ha dell'incredibile.

SPOILER:
come se non bastasse, il libro finisce malissimo per il protagonista, quindi fatevi un favore e NON perdete tempo a leggerlo.
Sopratutto se vi piacciono i gatti.


Mi avevano detto che era una bella storia d'amicizia. Ma non mi avevano detto del meraviglioso profumo di Country che avrei respirato sin dalle prime pagine. Di quella storia d'amore che ti prende il cuore e te lo fa a pezzi. Mi mancherete ragazzi, sopratutto te, con quel pugno sollevato davanti ad una camera d'albergo, alla quale non busserai mai.
Straconsigliato.


Raccolta di micro storielle vecchiotte , non mi ha divertito, anzi molte lasciano un gran amaro in bocca. Volevo farmi 4 risate, l'ho chiuso più depressa di prima...


Entusiasta di "Novembre", sono andata su Wattpad a recuperare un libro precedente di Laura Vegliamore, ovvero "Di cenere e di carne".
Fermo restando che mi piace davvero molto come scrive, questo non mi è piaciuto tanto, sebbene abbia letto la prima metà velocissimamente.
Un po' è colpa dell'ambientazione "antica" di una parte della storia, che non amo, un po' non ho apprezzato la fine sospesa riservata ai protagonisti del segmento moderno(bello il concetto della reincarnazione,ma poi la loro storia resta appena accennata...), e poi la storia sembra un po' troppo una fotocopia del Fantasma dell'opera.
Io ho capito che, come nella musica le note sono 7, al giorno d'oggi è difficile scrivere una storia che non ne ricordi un'altra, ma la scrittrice che mi ha detto questa cosa, è riuscita a farmi appassionare ad un triangolo amoroso fra una smandrappata e due ricconi, che quando l'avevo visto la prima volta ho detto ECCO LÀ...*SABRINA ANYOOONE?* e quindi. In ogni caso della Vegliamore leggerò ancora altro sicuramente! Anche se questo grondava melassa in una maniera insopportabile.


Secondo volume di mini recensioni a fumetti di Ortolani, mi ha fatto rotolare dalle risate quanto il primo.Fra l'altro io e Leo dobbiamo avere dei gusti molto simili, in fatto di cinema <3


Ci sono libri di Zerocalcare che mi hanno commosso e altri che mi hanno fatto scompisciare...questo non ha fatto nessuna delle due cose;si legge volentieri, ma, forse perché svariate cose le avevo già lette in giro, non mi ha colpito particolarmente.


L'ho comprato pensando fosse un romanzo rosa, mi sono trovata fra le mani un giallo, che all'inizio pesca un po' da "La casa sul lago del tempo", per poi partire per la tangente con una trama abbastanza tirata per i capelli, a mio avviso, è una scrittura un po' troppo "infiorettata", per i miei gusti, per essere un thriller.


Due memoriali, uno su suo padre ed uno su sua madre, scritti a trent'anni di distanza e riuniti in un unico libro che, per le sue 135 pagine, ho aspettato diventasse interessante, dal momento che sembrava solo il resoconto di due vite piuttosto comuni e noiosotte.
Non è mai avvenuto.


L'ho letto tutto a fatica, sembrava simpatico ma, proseguendo nei capitoli, mi ha annoiato sempre più. Approfondimento dei personaggi praticamente nullo, ambientazioni scarne, coinvolgimento emotivo zero.Mi fa spiacere di avere già comprato un altro titolo dell'autrice, ma chissà, magari quello mi stupirà! Questo l'ho trovato davvero piatto.Direi che sembra un libro per ragazzini, ma ho letto libri per ragazzi ben più coinvolgenti di questo...


Letto in 2 giorni, l'ho trovato decisamente noioso ed insoddisfacente. Non c'è una trama vera e propria, l'autore presenta dei personaggi che però poi "prendono possesso" della narrazione, fungendo da contorno per una serie di scritti/mini racconti senza né capo né coda, sembra una raccolta di cose scritte a random in vari momenti raggruppate con questo corollario di personaggi a fare da collante... Peccato.


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(mi scuso per la misura diversa dei caratteri, sono 3 ore che provo a editare ma Blogger continua a farmi venire la gastrite)

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Avete letto qualcuno di questi libri?
Vi sono piaciuti?
Fatemelo sapere nei commenti!!!





 

venerdì 4 dicembre 2020

Witcher io ti vedo...

Da qualche parte dovevo ripartire a bloggare.

Lo faccio riprendendo questo post che sta in bozza da Aprile, con delle serie che ho visto ormai ad inizio anno ma che, grazie soprattutto ai protagonisti, ho ancora ben impresse in mente.

Malgrado il tempo in questo 2020 sia abbondato, chiusi a casa col lockdown etc etc, è mancata la voglia, ad un certo punto pensavo di lasciar perdere del tutto, ma alla fine chissene!

Parlarvi almeno di serie TV mi mancava, e se non vedo all'orizzonte stimolo alcuno per fare post sul makeup, un pò per raggiunti limiti di età, un pò per i pochi acquisti, ed un pò per la mancanza di capacità tecniche mirabolanti, che mi consentano di strabiliarvi con trucchi nuovi fatti con le solite cose, almeno di Netflix e compagnia bella voglio tornare a raccontarvi un pò di cose, come farò anche per la cucina ed i libri che leggo.


Ci sono personaggi che sembrano scritti per Jason Momoa.
Come a suo tempo Khal Drogo in Game of thrones, così anche questo Baba Voss, capo tribù in un mondo futuro e distopico, dove una pandemia ha sterminato la quasi totalità degli umani, lasciando i pochi sopravvissuti completamente ciechi,e costretti ad organizzarsi in modo nuovo per sopravvivere.
Molto ben orchestrati, a tal proposito, i combattimenti, con escamotage che non avevo immaginato che riescono a renderli molto veloci e appassionanti.
In questo futuro privo di speranza, nascono due gemelli dotati del dono della vista, e per questo attirano l'attenzione di molte persone, per scopi perlopiù malvagi ovviamente, visto anche che vengono considerati alla stregua di potenti demoni, mentre per alcuni la loro esistenza rappresenta un motivo per credere in un domani migliore. 


Ho trovato molto interessante come questi due punti di vista si riflettano anche negli atteggiamenti dei due gemelli, verso la loro capacità di vedere;se Kofun, il maschio, la considera una ricchezza, utile a sè ma anche per migliorare la vita degli altri, per Haniwa è qualcosa di ubriacante, con la quale avere un vantaggio sul prossimo ad esempio in combattimento(la sua abilità con le armi a distanza è incomparabile a quella degli avversari),ma non solo.


Notevolissima l'interpretazione di Sylvia Hoeks che interpreta Queen Kane, una regina pazza che comanda una tribù di persone che trattano un diga/centrale idroelettrica come fosse un tempio divino, villain della serie determinata a rintracciare Jermamarel, padre dei gemelli dotato a sua volta del dono della vista.A capo di una teocrazia dove sessualità e divino si mescolano in maniera anche un pò inquietante se vogliamo, da un lato vuole sterminare chi vede, considerati alla stregua di eretici, dall'altra sogna di essere ingravidata da Jermamarel stesso, per generare un figlio dotato dello stesso potere visivo che davanti ai suoi sudditi disprezza. 
Certo ci sono dei buchi(anche belli grossi) nel worldbuilding di questa serie, visivamente strepitosa per certi aspetti, natura e costumi ad esempio, ma che su molti altri lascia decisamente dubbiosi;il mio consiglio è non pretendere che tutto sia antropologicamente corretto o logico, se vi fermate a chiedervi perchè i selvaggi indossino collane o si intreccino i capelli, essendo tutti ciechi, per esempio, o perchè ci siano delle torce ad illuminare dei corridoi bui, vi perderete la possibilità di godervi una bella storia, con dei personaggi ben scritti e che a noi ha incollato alla sedia dall'inizio alla fine.
Disponibile su Apple TV+!Seconda stagione in produzione, slittata causa Covid dopo essere iniziata in Febbraio.


Sono da una quantità di anni fan sfegatata del Witcher dei videogiochi, adoro il fantasy ed Henry Cavill e subisco tantissimo il fascino degli uomini in armatura e spada.Vi lascio immaginare il mio entusiasmo smodato, quando sono venuta a sapere che Netflix avrebbe unito tutte queste mie passioni in una serie TV, e la mia felicità nel veder quanto bene fosse stata realizzata.

Il personaggio principale della serie è appunto Geralt di Rivia, il Witcher del titolo, Strigo(argh) in italiano, cacciatore di mostri che per diventare tale, oltre ad essere stato cresciuto ed allenato a diventare un gran combattente, ha anche imparato una certa conoscenza magica diciamo "di base", ed è stato sottoposto a varie mutazioni genetiche atte a potenziarne le capacità che lo hanno reso, per molti versi, un mostro anch'esso.
Benchè i suoi servizi siano richiesti e necessari a molti, proprio questo suo essere "diverso" lo fanno comunque essere spesso disprezzato, alla stregua di un male necessario per evitarne uno peggiore.


Gli altri due personaggi principali sono Yennefer, che incontriamo all'inizio della serie come una fanciulla deforme , che viene svenduta dal padre per un prezzo inferiore a quello da lui chiesto per uno dei suoi maiali, ma che con grande ambizione poi si trasformerà in una potente maga, pagando un prezzo altissimo che fa riflettere su come, nel mondo fantasy ma anche nel nostro, spesso ottenere grande potere per una donna significhi anche affrontare delle grandi rinunce.Il suo arco narrativo è secondo me il meglio riuscito della serie, ed ho tifato per lei a braccia alte, benchè nel suo percorso verso la vendetta e la conquista del suo pieno potenziale magico, non manchino degli episodi oscuri...


Terzo personaggio/storyline principale è Ciri, principessa fuggita dal suo castello dopo la caduta dello stesso in battaglia, che affronta un viaggio nel quale conoscerà elfi, driadi e vedremo degli accenni del suo potere magico che però qui lei ancora non comprende appieno nè domina; la sua storia si intreccerà con quella di Geralt, come succederà anche a Yennefer; però c'è da dire, a riguardo, che se da un lato Netflix ha scelto di spiegare molte cose fin da subito, e anche più a fondo rispetto alla saga letteraria di Andrzej Sapkowski da cui è tratta la serie, il fatto di utilizzare piani temporali diversi, con in più in certi casi dei flashback, incasina la comprensione della cronologia degli avvenimenti non poco.Solo verso fine serie tanti puntini si uniscono, e se ne capisce un pò di più.


Ci sono molte altre cose che secondo me se non si ha una conoscenza non dico dei libri ma almeno dei videogiochi sono un pò nebulose(ad esempio la citazione della scena della vasca qui sopra :P ok scusate mi ricompongo!), tutta la pappardella geopolitica Cintra Temeria Niilfgaard etc etc è già un pò un pastone per me che ho videogiocato i 3 episodi videoludici allo sfinimento, immagino sia ancora peggio per i neofiti.

Alcuni fan dei videogiochi(as esempio il mio Khal) avrebbero voluto un'approccio un pò più fumettoso/da cinecomic, come ad esempio quando Geralt usa i segni(le magie del Witcher) e nel telefilm non si vedono i simboli colorati in aria, ma a me piace questa versione più seria/dark/medievale, e malgrado le recensioni non siano state tutte entusiastiche, io trovo che sia una serie ben fatta, con degli scontri coreografati benissimo e una storia avvincente per gli amanti del fantasy.Lui è Al Pacino?Decisamente no.Ma nelle parti più fisiche come appunto combattimenti etc etc se la cava alla grande, e secondo me come casting è ottimo, come la maggior parte dei personaggi. 
 

Non posso dire lo stesso di Triss Merigold, personaggio affatto marginale che, per motivi che sfuggono alla mia comprensione è stato fatto interpretare ad una che ci assomiglia quanto io ad Ariana Grande.Mah.Almeno la caratteristica chioma rossa gliela potevano mettere!

La seconda stagione è in produzione, si rumoreggia di Natalie Dormer in trattative per la parte di Ciri da adulta, ed io spero proprio che le voci abbiano ragione!

A presto per parlare di libri,
Mel.


mercoledì 25 marzo 2020

Cristalli oscuri,terrori infami e cloni inaspettati.


Non avevo mai visto il film di Jim Henson di cui questa serie è il prequel, ma devo dire che, nonostante non avesse per me l'aura mitica che aveva per mio marito, per il quale il film è un vero cult, questa serie mi è piaciuta da morire.

Protagonisti dei burattini splendidamente realizzati(la tecnologia permette ovviamente risultati migliori di quelli dell'epoca), integrati con sfondi digitali assolutamente meravigliosi.Scelta che trovo renda i personaggi molto più caldi, veri ed empatici, rispetto ad un'animazione digitale al 100%.

La storia parla dei piccoli Gelfling, pucciosissimi elfetti fatosi che vedono il loro mondo, Thra, minacciato dai perfidi Skeksis, che mostratisi prima come amici, in realtà vogliono prosciugare il pianeta e persino i poveri piccoli Gelfling stessi, per la loro brama di "Essenza", una specie di chiamiamola droga di cui sono ingordi, ma che potremmo tranquillamente vedere come quell'insieme di soldi e potere che i politici della vita reale, di cui questi ingombranti gallinacci sono l'evidente allegoria, perseguono a scapito dei popoli e della natura.
Le varie tribù di Gelfling si uniranno per rivoltarsi contro i malvagi pennuti, salvare il magico cristallo della verità, e liberare Thra dal giogo degli invasori.

Se potete vi consiglio assolutamente di guardarla in inglese, il cast doppiatori è a dir poco stellare:tra i vari, Jason Isaacs, Mark Hamill, Simon Pegg, Taron Eagerton, Lena Headey, Mark Strong...

Bellissima, epica, divertente,colorata, assolutamente imperdibile per gli amanti del fantasy!!!


Terror infamy 

La seconda stagione di questa serie(di cui vi parlavo già qui ), ci porta nei campi di detenzione sul suolo americano dove, in seguito all'attacco nipponico a Pearl Harbor, molti americani di origine giapponese furono rinchiusi, in quanto sospettati di essere spie.Esperienza che uno dei protagonisti,George Takei, ha fra l'altro vissuto realmente, anche se all'epoca era solo un bambino.

Chester, nippo-americano con la passione della fotografia figlio di un pescatore, ha una relazione clandestina con una giovane ispanica; per risolvere le difficoltà legate alla gravidanza di questa, ricorre a dei metodi poco ortodossi che avranno il pericoloso "effetto collaterale" di scatenare uno spirito maligno che perseguiterà la sua famiglia e che spingerà lui, per cercare di allontanarlo da essa, addirittura ad arruolarsi nell'esercito.

Molto più horror della prima, a mio avviso, ha una buona tensione, e riporta all'attenzione del pubblico una fetta di storia che non è forse molto nota.
Un clima di sospetto e tensione intersecato finemente con l'elemento sovrannaturale, una minaccia angosciante che sembra non dare scampo.

Forse un pò ingarbugliato a volte nello sviluppo delle sottotrame, con personaggi sviluppati in maniera un pò disomogenea, ma nel complesso non mi è dispiaciuto(la mia passione per il Giappone ha di certo aiutato).



Una vita grigia, insoddisfacente, dove i giorni si susseguono tutti uguali, il lavoro che non va e la crisi con la moglie, causata anche da un bambino tanto cercato che non arriva mai;Paul Rudd interpreta Miles,un publicitario che, su consiglio di un collega, si reca in una specie di bizzarro centro estetico dove, gli promette, lo renderanno, per 50.000 dollari, una persona nuova.Convinto dalla metamorfosi del collega suddetto, che da sfigatone senza speranza è diventato un uomo brillante con grandi prospettive, Miles decide di dare fondo ai risparmi della famiglia, e tutto sembrerebbe andare benissimo, quando si sveglia tonico, pieno di energie, salutista ed entusiasta, tanto quanto prima era appesantito, dimesso, pessimista e tendente alla bottiglia.Però c'è un piccolo dettaglio;poche scene dopo vediamo un pugno uscire da una sepoltura superficiale, e chi troviamo?Di nuovo il nostro eroe, o meglio la sua versione originale da cui, illegalmente, è stato clonato il nuovo Miles, migliorato nel DNA ma con tutti i ricordi della vita del suo doppio.

Paul Rudd a me sta molto simpatico, e devo dire che il lavoro fatto nell'interpretazione delle sue due versioni, l'ho trovato davvero soddisfacente.
Una serie che nasce come black comedy ma poi, nelle puntate, vira un pò più sul drammatico.Divertente, tanto che l'abbiamo fatta fuori in credo neppure 2 settimane, però decisamente nulla di indimenticabile, fatta in economia e con dei comprimari piattini a dir poco.Approfondimento dei personaggi praticamente nullo, ma pazienza.
Paul si mette sulle spalle la serie e  porta a casa 8 puntate intrattenenti, diciamo che in questi tempi di pandemia si può recuperare ;)

lunedì 6 gennaio 2020

Spie, criminali e cacciatori di menti![serie tv]


The spy è la storia vera di Eli Cohen, ebreo di origine araba che entrò nei servizi segreti israeliani, a cavallo degli anni 50/60, e venne spedito a Damasco, sotto le mentite spoglie di un facoltoso uomo d'affari, per cercare informazioni, tramite un giro di importanti amicizie che si creò in loco, sui movimenti militari della Siria, di cui si finse fervente patriota.
In realtà lui, coi suoi tratti diversi dai suoi compatrioti, che lo rendevano spesso, nei rapporti con gli altri, un cittadino di serie b, aveva un cuore che bruciava per Israele, tanto da convincerlo, per dimostrare il suo patriottismo, ad intraprendere una carriera che implicava mentire spudoratamente alla moglie, per tutta la vita su tutta la sua vita, a stare lontano da lei e la famiglia per periodi infinitamente lunghi, e forse a non tornare più, nonchè a confondere talmente le sue due identità, quella reale e quella fittizia, da non sapere più distinguerle, alla fine delle 6 puntate di questa mini serie autoconclusiva.

Non avrei scommesso un soldo bucato sul casting di Cohen, lo confesso, ma quanto mi ha dato torto!In un mirabile lavoro di sottrazione, ben diverso dai personaggi esagerati in cui lo vediamo solitamente calarsi, Sacha ci porta per mano nella vita di Eli e ci rende talmente partecipi
da portarci inevitabilmente al binge watching.
Bella regia ed ottima interpretazione di tutti i comprimari, sopratutto la moglie di lui, Spy ci è piaciuta molto benchè l'argomento non fosse di quelli che ci cattura maggiormente.Ma quando una storia è ben raccontata...e poi qui conta molto l'aspetto umano, da una parte ci sono i capi, che vedono Eli sopratutto come una risorsa, un mezzo per un fine e poco importa se le informazioni le porta lui o un altro, dall'altro ci sono altri personaggi, come quello che lo addestra e lo manda in missione e i due della safehouse dove lui "cambia identità" ad ogni partenza/rientro, che ne hanno a cuore la persona, e sentono il peso che avrebbe anche su di loro, se una di questi uomini, a causa del loro pericolosissimo lavoro, dovessero non ritornare a casa.E poi c'è quella sposa, sola a casa con i figli, convinta che lui passi tanto tempo lontano da casa per dare un futuro migliore a loro, perchè è convinta che il problema sia che lui non si senta sufficientemente benestante per dare a lei e la prole un'esistenza abbastanza agiata...
Mi piacerebbe che il format venisse portato avanti, magari con altre storie,alla True Detective.Chissà!


4 paesi, 4 miniserie da tre puntate l'una a formare una serie da 12 puntate, girata in 4 lingue diverse ma nello stesso, identico set;una sala d'interrogatorio, in una stazione di polizia, di quelle con lo specchio unidirezionale, attraverso il quale i colleghi di turno guardano mentre, dentro la saletta, vengono ricostruiti crimini di ogni sorta.

Visti tutti in originale, salvo il tedesco che proprio non spiccichiamo nè io nè il Khal, abbiamo cominciato con quella in inglese, che ha, nel primo episodio, l'unico attore noto anche in Italia (David Tennant,che io adoro!), e forse abbiamo fatto male perchè, dopo le inglesi, ho trovato tutte le altre puntate inferiori, salvo una bella trama in una delle tedesche, col muro di Berlino di mezzo etc etc;la recitazione, più che passabile in quella inglese, era invece abbastanza da fiction di serie B in un pò tutti gli altri episodi, con l'aggravante del doppiaggio, non eccelso, nell'ultima che abbiamo guardato, ovvero quella tedesca.Si fa sentire la monotonia dell'ambientazione, che avrebbe richiesto, a mio avviso, un lavoro di sceneggiatura e interpretazione di ben altro livello, per essere davvero memorabile.
Così resta una cosa che si guarda volentieri in un mercoledì di sonno, ma non lascia granchè.
Mi ha dato molto fastidio il fatto che tutte le pur minime sottotrame(in tre episodi inevitabilmente non si tesse molto) venissero lasciate volutamente aperte!


Alla seconda stagione, Mindhunter si sposta ad Atlanta, e si concentra su una serie di omicidi a danno di ragazzini di colore, che avvennero nella cittadina del sud degli USA nei tardi anni 70/primi 80.I nostri si trovano in un ginepraio di tensioni razziali, stampa impicciona e delicati equilibri politici, mentre uno dei membri del gruppo di trova in una situazione scomoda, dovuta ad un suo familiare coinvolto in un crimine atroce.Come può essere che proprio loro, che se ne occupano, non si accorgano di avere in casa uno psicopatico?
Continuano ad esserci gli interrogatori con i serial killer, con un grado di recitazione sempre eccellente, però questa seconda mi è sembrata un pò più spompetta rispetto alla prima.

L'aspetto accademico, di studio della metodologia di profiling, si riduce, come le suddette interviste(la mia parte preferita), cortissime e a margine di una storia che, passando dalla teoria alla pratica, rischia di diventare simile a troppi altri polizieschi, anche se a livello cinematografico la Fincheriana Mindhunter ha poco a che spartire con un Criminal minds, per fare un esempio.
Anche Wendy, interpretata dalla mia adorata(dai tempi di Fringe) Anna Torv, perde un pò d'utilità come personaggio, le si appioppa un amorazzo omosessuale tanto per fare audience, ma a dire il vero, a parte un paio di momenti in cui va a fare le interviste al posto di Holden e il collega, che promettono bene ma finiscono nel nulla, spesso ci si chiede che ci faccia, narrativamente parlando, nella serie.

Si parla di una stagione tre, ma posposta a dopo altri progetti di Fincher, che potrebbe quindi vedere la luce nel 2022, tre anni dopo la seconda.
Quanto dovremo penare ancora, prima di vedere chi è l'inquietante tizio coi baffi e le manie di soffocamento, che da due stagioni ci viene mostrato in brevi scenette?(clicca qua se vuoi saperlo già)

In ogni caso un'opera validissima che continuerò a seguire con piacere!

lunedì 9 dicembre 2019

Super ragazzi,ragazze in arancio,uomini pazzi e ragazze splendenti!

The boys 


Una serie sui supereroi, o una serie CON i supereroi?
Tratta da una graphic novel di successo, iniziata più di 10 anni fa, The boys segue le vicende di un gruppo di pseudoagenti della CIA(più una cosa da black ops, correlata in qualche vago modo alla CIA), fra i quali spiccano un Karl Urban in grande spolvero, perfetto per interpretare il caposquadra Butcher, e Jack Quaid(figlio di Dennis quaid e Meg Ryan) che interpreta Hugie, un ragazzo semplice e timido che, dopo aver visto la sua ragazza massacrata da un velocista(una specie di Flash), che la polverizza letteralmente sotto i suoi occhi, viene "reclutato" da Butcher per aiutarlo nella sua vendetta contro i supereroi, essendo stato anche lui vittima di una situazione, chiamiamola, simile.


Già, i supereroi.
Il gruppo di cui si parla in questa serie, tolta l'ingenua Starlight, gentile e ingenua ragazza di campagna appena unitasi al gruppo, è costituito da un'insieme di figuri che vanno dal disadattato allo stronzo, dal tossicodipendente al matto da legare.
Il che non è una bella situazione, quando hai a che fare con gente che vola, spara laser dagli occhi, corre a velocità stratosferiche ed ha forza sovrumana.
(Abisso, di te non parlo neppure, stupido coglione!)
Gestiti da una megacorp come fossero delle armi e sostanzialmente dei prodotti da promuovere e sfruttare, economicamente e politicamente, al meglio, hanno in una Elizabeth Shue meravigliosa(insegnaci come si fa a restare così sexy e gnocche anche quando saremo piene di rughe come te, grazie Liz!)la loro *manager*, e, evitando spoiler, anche lo strano elemento di equilibrio di Patriota, il più potente e leader della squadra di Super, che ha per lei un'attrazione erotica che però a volte diventa affetto filiale in una weirdissima sfumatura di sentimenti che probabilmente lui per primo fa fatica a comprendere...

Cruda, violenta, cinica e sboccata, divertente e ricca d'azione, The boys ci ha completamente entusiasmato.
Aspettiamo con ansia la seconda stagione!!!


Orange is the new black - settima ed ultima stagione


 Dopo 7 anni con le ragazze di Lichtfield, voglio dire loro addio con questa foto dalla première dell'ultima stagione, voglio pensarle tutte libere e felici e colorate e sorridenti!lo so, sono attrici e lo sono già da sempre, ma dopo tanti anni con loro si fa fatica a non pensare ai personaggi come a delle persone ;)

Questa ultima stagione ha affrontato molte tematiche interessanti, a cominciare dal reinserimento di Piper nella vita reale, con tutte le difficoltà del caso:adattarsi a vivere in una stanza a casa del fratello, fare i controlli delle urine per far verificare allo stato di essere pulita da alcool e droghe, arrovellarsi sul dilemma di confessare o no, alle colleghe, che ha passato del tempo in prigione...

Molto bella(e triste anche) la storyline legata all'immigrazione clandestina:un gruppo di detenute viene prestato all'ICE, centro di detenzione per sospette immigrate illegali in attesa di processo, e qui ritroviamo Blanca e Maritza, più un nuovo personaggio protagonista di una storia struggente.
Diane Guerrero, che interpreta Maritza, è stata davvero in una situazione simile, trovandosi sola a Boston a 14 anni, dopo che i suoi genitori, immigrati illegali, erano stati deportati nella loro nativa Colombia(lei era nata negli USA quindi potè restare).Posso solo immaginare cosa abbia voluto dire per lei rivivere un esperienza simile, anche solo nella finzione!
La sto apprezzando molto anche in Doom Patrol, altra serie di cui vi parlerò più avanti.

Triste vedere Red perdere lentamente la testa, demenza o Alzheimer che sia, ma bello come Nicky prenda il suo posto come "prison mom" per le detenute più giovani ed inesperte.

Mi ha fatto molta malinconia anche il destino di Dogget, la cui backstory viene approfondita in questa stagione: un padre abusante, difficoltà nello studio a causa della dislessia e la convinzione, che si radica nel tuo profondo con l'"aiuto" del suddetto genitore, che sarai sempre una buona a nulla.
Chissà quante di queste ragazze avrebbero potuto avere un destino migliore.

Grande invece Taystee, che dopo una crisi terribile trova la sua via ed il suo adorabile sorriso :)

La stagione è un pò lenta, forse un pò moscetta a tratti, con un aria di "chiudiamo le finestre, spegnamo i contatori, chiudiamo questa casa per sempre".
Bello però il rullo finale coi saluti di tutte, è una chiusura che non sempre si ha(spesso le serie vengono chiuse all'improvviso senza la possibilità di dire ciao!), sono personaggi a cui ho voluto molto bene e mi mancheranno tantissimo!


 Mad men 4/5/6/7


Se dalle parti della quarta stagione la noia aveva preso un pò spazio, non è così per le ultime tre stagioni, che mi sono guardata una dietro l'altra fino al bellissimo finale.

Difficile parlare di 4 stagioni assieme, quando vi è successo di tutto, e non so se si può considerare SPOILER dire che sono contentissima per il lieto fine di Peggy, che oramai risale al 2015 XD lei è senz'altro il mio personaggio preferito; malgrado l'inizio pesante delle prime stagioni, col figlio abbandonato alla nascita e tutta la fatica fatta per affermarsi in un mondo di uomini, vederla dirigersi con passo fiero con quel quadro "osè" sottobraccio verso il suo ufficio, e quella scena deliziosa, al telefono, dove si rende conto che il suo migliore amico in realtà è molto di più, mi han fatto gongolare non poco <3

Betty, dopo anni a fare la Grace Kelly perfetta ed un pò annoiata, la ritroviamo a combattere contro la ciccia prima, e contro qualcosa di molto più terribile in seguito. La scena dell'addio a Don, e l'ultima volta che fa le scale a scuola, a gran fatica, mi hanno colpito tanto.

Jared Harris enorme nella sua interpretazione del britannico fino al midollo, che non riesce ad adattarsi alle dinamiche di un'azienda, e una società in genere, troppo diversa da quella in cui è cresciuto, fino ad esserne sopraffatto.

Pete Campbell sempre detestabilissimo, non posso descrivervi la soddisfazione quando finalmente qualcuno gli assesta quei 4 sazi cazzotti che si merita!Eppure ci sono delle scene meravigliose con lui, tipo quando sono a cena con Peggy e Ted, e, all'allontanarsi di questo per una telefonata, lui e lei si scambiano piccole battute e sguardi sul cosa avrebbero potuto essere, loro due.
Se avessero tenuto il bambino etc etc.Gli attori sono entrambe bravissimi,vorrei recuperare anche The Handmaid's tale, con Elisabeth Moss!

Per quanto riguarda Don, sempre rincorso dalla bugia su cui è basata la sua vita, continua ad essere, per la sottoscritta, uno dei personaggi più affascinanti e sfaccettati della televisione moderna, ed uno dei motivi per cui, se non l'aveste ancora fatto, dovete guardare questa serie fichissima!

Vi consiglio, a riguardo, anche questo articolo su Wired ;)


 Glow


Le ragazze approdano a Las Vegas con un "resident show", l'azione si sposta dal ring, che viene mostrato molto meno che nelle stagioni precedenti, per mettere più a fuoco le varie problematiche relative alle protagoniste dello show, ispirato ad una storia vera;se da un lato mi sono piaciuti in modi in cui hanno affrontato argomenti delicati come la bisessualità di Bash, e lo sfruttamento dello stereotipo razziale che, seppur funzionale allo show, non manca di pesare ad alcune delle persone coinvolte, e ci sono un paio di momenti divertenti, come la realizzazione del Canto di Natale in versione wrestling, nel complesso ho trovato la terza stagione un pò noiosetta e priva di  mordente; non brilla il personaggio di Ruth, indecisa fra l'amorazzo col cameramen e la passione per Sam che, però, è costellata di dubbi e paturnie che mi han procurato non pochi facepalm.
Anche il suo alter ego, Zoya, non ha nessun momento paragonabile a quelli delle stagioni passate, dove mi aveva fatto rotolare dalle risate.
Spero la quarta stagione si riprenda un pò, o, temo, non ce ne sarà una quinta.

O forse ne faranno altre 15, visto come va Walking dead che, secondo me, è almeno da 4 anni che è diventato una noia colossale XD XD XD

A presto con un sacco di altre serie!!!

Ne avete vista qualcuna?
Cosa state guardando adesso???

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