Visualizzazione post con etichetta tv series. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tv series. Mostra tutti i post

venerdì 4 dicembre 2020

Witcher io ti vedo...

Da qualche parte dovevo ripartire a bloggare.

Lo faccio riprendendo questo post che sta in bozza da Aprile, con delle serie che ho visto ormai ad inizio anno ma che, grazie soprattutto ai protagonisti, ho ancora ben impresse in mente.

Malgrado il tempo in questo 2020 sia abbondato, chiusi a casa col lockdown etc etc, è mancata la voglia, ad un certo punto pensavo di lasciar perdere del tutto, ma alla fine chissene!

Parlarvi almeno di serie TV mi mancava, e se non vedo all'orizzonte stimolo alcuno per fare post sul makeup, un pò per raggiunti limiti di età, un pò per i pochi acquisti, ed un pò per la mancanza di capacità tecniche mirabolanti, che mi consentano di strabiliarvi con trucchi nuovi fatti con le solite cose, almeno di Netflix e compagnia bella voglio tornare a raccontarvi un pò di cose, come farò anche per la cucina ed i libri che leggo.


Ci sono personaggi che sembrano scritti per Jason Momoa.
Come a suo tempo Khal Drogo in Game of thrones, così anche questo Baba Voss, capo tribù in un mondo futuro e distopico, dove una pandemia ha sterminato la quasi totalità degli umani, lasciando i pochi sopravvissuti completamente ciechi,e costretti ad organizzarsi in modo nuovo per sopravvivere.
Molto ben orchestrati, a tal proposito, i combattimenti, con escamotage che non avevo immaginato che riescono a renderli molto veloci e appassionanti.
In questo futuro privo di speranza, nascono due gemelli dotati del dono della vista, e per questo attirano l'attenzione di molte persone, per scopi perlopiù malvagi ovviamente, visto anche che vengono considerati alla stregua di potenti demoni, mentre per alcuni la loro esistenza rappresenta un motivo per credere in un domani migliore. 


Ho trovato molto interessante come questi due punti di vista si riflettano anche negli atteggiamenti dei due gemelli, verso la loro capacità di vedere;se Kofun, il maschio, la considera una ricchezza, utile a sè ma anche per migliorare la vita degli altri, per Haniwa è qualcosa di ubriacante, con la quale avere un vantaggio sul prossimo ad esempio in combattimento(la sua abilità con le armi a distanza è incomparabile a quella degli avversari),ma non solo.


Notevolissima l'interpretazione di Sylvia Hoeks che interpreta Queen Kane, una regina pazza che comanda una tribù di persone che trattano un diga/centrale idroelettrica come fosse un tempio divino, villain della serie determinata a rintracciare Jermamarel, padre dei gemelli dotato a sua volta del dono della vista.A capo di una teocrazia dove sessualità e divino si mescolano in maniera anche un pò inquietante se vogliamo, da un lato vuole sterminare chi vede, considerati alla stregua di eretici, dall'altra sogna di essere ingravidata da Jermamarel stesso, per generare un figlio dotato dello stesso potere visivo che davanti ai suoi sudditi disprezza. 
Certo ci sono dei buchi(anche belli grossi) nel worldbuilding di questa serie, visivamente strepitosa per certi aspetti, natura e costumi ad esempio, ma che su molti altri lascia decisamente dubbiosi;il mio consiglio è non pretendere che tutto sia antropologicamente corretto o logico, se vi fermate a chiedervi perchè i selvaggi indossino collane o si intreccino i capelli, essendo tutti ciechi, per esempio, o perchè ci siano delle torce ad illuminare dei corridoi bui, vi perderete la possibilità di godervi una bella storia, con dei personaggi ben scritti e che a noi ha incollato alla sedia dall'inizio alla fine.
Disponibile su Apple TV+!Seconda stagione in produzione, slittata causa Covid dopo essere iniziata in Febbraio.


Sono da una quantità di anni fan sfegatata del Witcher dei videogiochi, adoro il fantasy ed Henry Cavill e subisco tantissimo il fascino degli uomini in armatura e spada.Vi lascio immaginare il mio entusiasmo smodato, quando sono venuta a sapere che Netflix avrebbe unito tutte queste mie passioni in una serie TV, e la mia felicità nel veder quanto bene fosse stata realizzata.

Il personaggio principale della serie è appunto Geralt di Rivia, il Witcher del titolo, Strigo(argh) in italiano, cacciatore di mostri che per diventare tale, oltre ad essere stato cresciuto ed allenato a diventare un gran combattente, ha anche imparato una certa conoscenza magica diciamo "di base", ed è stato sottoposto a varie mutazioni genetiche atte a potenziarne le capacità che lo hanno reso, per molti versi, un mostro anch'esso.
Benchè i suoi servizi siano richiesti e necessari a molti, proprio questo suo essere "diverso" lo fanno comunque essere spesso disprezzato, alla stregua di un male necessario per evitarne uno peggiore.


Gli altri due personaggi principali sono Yennefer, che incontriamo all'inizio della serie come una fanciulla deforme , che viene svenduta dal padre per un prezzo inferiore a quello da lui chiesto per uno dei suoi maiali, ma che con grande ambizione poi si trasformerà in una potente maga, pagando un prezzo altissimo che fa riflettere su come, nel mondo fantasy ma anche nel nostro, spesso ottenere grande potere per una donna significhi anche affrontare delle grandi rinunce.Il suo arco narrativo è secondo me il meglio riuscito della serie, ed ho tifato per lei a braccia alte, benchè nel suo percorso verso la vendetta e la conquista del suo pieno potenziale magico, non manchino degli episodi oscuri...


Terzo personaggio/storyline principale è Ciri, principessa fuggita dal suo castello dopo la caduta dello stesso in battaglia, che affronta un viaggio nel quale conoscerà elfi, driadi e vedremo degli accenni del suo potere magico che però qui lei ancora non comprende appieno nè domina; la sua storia si intreccerà con quella di Geralt, come succederà anche a Yennefer; però c'è da dire, a riguardo, che se da un lato Netflix ha scelto di spiegare molte cose fin da subito, e anche più a fondo rispetto alla saga letteraria di Andrzej Sapkowski da cui è tratta la serie, il fatto di utilizzare piani temporali diversi, con in più in certi casi dei flashback, incasina la comprensione della cronologia degli avvenimenti non poco.Solo verso fine serie tanti puntini si uniscono, e se ne capisce un pò di più.


Ci sono molte altre cose che secondo me se non si ha una conoscenza non dico dei libri ma almeno dei videogiochi sono un pò nebulose(ad esempio la citazione della scena della vasca qui sopra :P ok scusate mi ricompongo!), tutta la pappardella geopolitica Cintra Temeria Niilfgaard etc etc è già un pò un pastone per me che ho videogiocato i 3 episodi videoludici allo sfinimento, immagino sia ancora peggio per i neofiti.

Alcuni fan dei videogiochi(as esempio il mio Khal) avrebbero voluto un'approccio un pò più fumettoso/da cinecomic, come ad esempio quando Geralt usa i segni(le magie del Witcher) e nel telefilm non si vedono i simboli colorati in aria, ma a me piace questa versione più seria/dark/medievale, e malgrado le recensioni non siano state tutte entusiastiche, io trovo che sia una serie ben fatta, con degli scontri coreografati benissimo e una storia avvincente per gli amanti del fantasy.Lui è Al Pacino?Decisamente no.Ma nelle parti più fisiche come appunto combattimenti etc etc se la cava alla grande, e secondo me come casting è ottimo, come la maggior parte dei personaggi. 
 

Non posso dire lo stesso di Triss Merigold, personaggio affatto marginale che, per motivi che sfuggono alla mia comprensione è stato fatto interpretare ad una che ci assomiglia quanto io ad Ariana Grande.Mah.Almeno la caratteristica chioma rossa gliela potevano mettere!

La seconda stagione è in produzione, si rumoreggia di Natalie Dormer in trattative per la parte di Ciri da adulta, ed io spero proprio che le voci abbiano ragione!

A presto per parlare di libri,
Mel.


domenica 13 ottobre 2019

Nella casa di carta c'è una cosa della palude,non è un bel posto, è buio!


Terza stagione de "La casa di carta", come si può fare per riunire una banda di ladri che hanno una fortuna già a disposizione, e residenze in posti esotici dove spenderli con tutta comodità?Semplice: si rapisce uno di loro(dovrei dire "arrestare", ma il tutto si svolge in una modalità piuttosto Black Ops), e si ricattano gli altri, facendo loro presente che il loro amico non sta venendo trattato proprio con i guanti, sperando di farli venire allo scoperto.
Col senso di famiglia che contraddistingue questo eterogeneo gruppo di personaggi, che abbiamo imparato a conoscere e ad amare nelle due stagioni precedenti,(più qualche interessante nuova annessione), i nostri mettono assieme un altro grande progetto, che vede stavolta protagonista la banca di Spagna, ed il furto di una cospicua quantità d'oro, in modo da avere la leva giusta per contrattare la liberazione di Rio, e, di strada, rimpinguare ulteriormente le proprie già gonfie casse.

Ho trovato la terza stagione interessante, mi sono piaciuti i nuovi personaggi e la storia complessivamente, devo dire però che vi ho trovato una quantità esagerata di momenti "MACCOSA"; impossibile spiegare, ad esempio, come sono arrivati là gli enormi macchinari utilizzati dalla banda nel sotterraneo, visto che lo stratagemma utilizzato permette loro solo di arrivare sino alla porta principale con un mezzo di trasporto; questo e qualche forzatura negli avvenimenti di troppo, mi hanno lasciato un retrogusto di MAH in bocca, che mi fa mal sperare per la quarta stagione, in cui, ho già sentito dire, ci sarà più dramma e meno azione...


Brucia ancora, a distanza di mesi, la cancellazione di Swamp thing, annunciata addirittura prima della messa in onda della prima stagione; a quanto sembra i problemi erano soprattutto di tipo economico; il North Carolina,lo stato americano dove era stata girata, aveva promesso 40 milioni di dollari in rimborso tasse, e certo che se mi prometti 40 e poi mi dai 12, mi metti in difficoltà non poco... sembra abbiano avuto una parte anche i contrasti della parte creativa, fra chi, nel team, voleva un approcio più soft e commerciale, e chi puntava a farne una serie molto più cupa e horror.
Questa prima stagione era MOLTO gore, oscura e interessantissima.
Fra gli altri aveva una parte Ian Zering, in una parte non cazzona come il suo terreno di resurrezione Sharknado, ma comunque adatta al suo nuovo personaggio e da lui ben incarnata(wink wink).
OVVIAMENTE non sapremo mai come va avanti la storia(maledetti!), sembra vogliano farne un film, speriamo sia una cosa più decente rispetto allo spernacchiato Wes Craven dell'82...(ok Mel, sono passati 37 anni...)
Per una volta che la DC aveva prodotto qualcosa di decente!


The Good place è attualmente in programmazione, negli USA, per la sua quarta ed ultima stagione;io che lo seguo su Netflix ho potuto appena vederne la seconda, e sinceramente capisco che non era una minestra che si potesse allungare all'infinito;dopo il colpazzo di scena dell'ultima puntata della stagione precedente , qui ci si ritrova un insieme di sì simpatiche gag e discussioni filosofeggianti su cosa voglia dire essere una persona buona(e quindi degna di stare in paradiso), con dei momenti validissimi come quello in cui sviscerano il famoso dilemma etico dell'uomo grasso, ma alla fine ho trovato già questa stagione un pò in discesa come mordente.
Sempre adorabili Ted Danson e Kristen Bell <3 

Non appena mamma Netflix caccia i soldini per la terza stagione, vi saprò dire come prosegue!


Dark è un bellissimo trip.
Ho adorato la prima stagione, mi ha fatto il cervello a fette la seconda, se dico che ho capito tutto vi rifilerei una balla sonora, ma non vedo l'ora che esca la terza.Certo, con 18 attori a personaggio a volte tenere il passo è un pò complesso(il personaggio nel futuro nel passato nel futuropassato nel passatofuturo oddìo aiuto!!!) , ma ci sono vari stratagemmi che danno una mano a non perdersi.
Jonas diventa il perno principale della trama, che si occupa principalmente dell'apocalisse in arrivo e di come cercare di evitarla, compiendo anche le più controverse delle scelte.Cos'è lo spazio, cos'è il tempo, cos'è Dio?In Dark ogni risposta sempra portare solo a nuove domande, pensi di essere in un vicolo cieco ed invece ecco altri bivi verso altri tempi. 
E non solo.

Come per la prima, rimpiango di non sapere il tedesco, cosa che mi obbliga a vederlo doppiato.
Chissà che non vada avanti talmente tanto, da fare
 in tempo a studiarlo un pò ;) 

************************************************************

A prestissimo con un altro post sulle serie, la velocità con qui passo da
"aspetto di finirne un pò" a "madonna ne ho viste 400 come farò a postarle tutte" è incredibile!!!

Avete visto qualcuna di queste?Che state guardando, ultimamente?





martedì 6 agosto 2019

Cosa sarebbe successo se a Chernobyl i Cobra Kai avessero detto Dracarys?Cose ancora più strane!


 Benvenuti al nuovo post sulle serie TV del periodo:


Cominciamo con What if, serie Netflix che mi aveva incuriosito in quanto pensavo fosse una cosa più alla Sliding doors,magari con un tocco di soprannaturale, si è rivelata invece essere un thrillerino abbastanza sciapo, con una storia di base appena passabile:la protagonista "buona", Lisa Donovan, è a capo di una neonata compagnia di biotecnologia, con all'attivo una scoperta importantissima che potrebbe salvare moltissime vite umane, ma perchè questa prosperi ha bisogno di investitori, altrimenti dovrà chiudere ben presto;le viene in "aiuto" Anne Montgomery, una ricca faccendiera mossa da motivazioni poco nobili(e peraltro totalmente assurde, quando si scoprono alla fine), interpretata da una Renee Zellwegger che io, personalmente, ho trovato del tutto fuori parte;sarà il botox, sarà che per me lei è e resta sempre Bridget Jones, goffa e con le faccette simpatiche, ma non mi ha trasmesso l'algidume secondo me necessario alla parte.
Il tutto ruota attorno alla fiducia verso il marito, che Lisa perde quando, in seguito ad una "proposta indecente", Anne passa una notte con lui, con la clausola che lui non potrà rivelare a nessuno cosa sia successo in quelle ore. Si scoprirà in seguito cosa ha reso Anne quello che è, ma il pathos latita e sinceramente non si riesce a dispiacersi per lei.
 Niente di memorabile.


5 puntate, cinque pugni nello stomaco.

Quando  successe la tragedia di Chernobyl avevo 13 anni, e non mi resi ben conto della portata dell'evento.Mi pareva qualcosa di lontanissimo, ed anche tutti quei consigli tipo non mangiate la verdura a foglia larga etc etc mi parevano un' esagerazione.A sbatterci in faccia la realtà, a tutti noi che l'avevamo mal misurata, ci pensa questa eccellente miniserie HBO, che con attori in stato di grazia(soprattutto Harris e Skarsgard), e uno storytelling esemplare, ci portano davanti a dei fatti che definire agghiaccianti non è sufficiente.A come la catena di eventi parte da un giovane inesperto cui viene affidata un' esercitazione di cui sa poco o nulla, di come le operazioni di contenimento vengano rallentate anche dall'orgoglio della Russia, che non vuole farsi vedere debole, chiedendo aiuto tecnologico ad altri paesi, del prezzo altissimo che pagano coloro che intervengono per arginare il disastro, partendo dai pompieri per arrivare ai minatori, vite distrutte per impedire che chissà quante altre lo fossero.
La serie televisiva al suo meglio.
Consigliatissimo! 


Di Cobra Kai vi parlavo già tempo fa, sicuramente non è una serie da Emmy o che narrativamente tocchi vette di sceneggiatura epocali.
Però ragazzi, che cacatona divertente è.
Alla faccia della recitazione appena sufficiente, delle trame blande, dei personaggi a volte bidimensionali.


Adoro guardare gli scornamenti fra Macchio e Il Biondo, ex "cattivo" della serie di film degli anni '80, convertitosi in Sensei degli outsiders, duro dal cuore tenero, e con un tasso di maranzitudine talmente alto da mandare il tamarrometro fuori scala!Il mio personaggio preferito, a parte Johnny, resta Hawk...su di lui un pò di backstory in più mi piacerebbe.

Attendo la prossima stagione per altre piacevoli serate da patatine, birra e rutto libero. 


Game of thrones è una ferita che fa ancora male, malgrado ormai sia finita mesi fa.
Per sette stagioni l'ho amata alla follia, fan della Khaleesi da subito e anche dopo questa stagione in cui, diciamo, non ha fatto proprio una bella figura... ehm.
In buona(brutta) compagnia con una manciata di altri personaggi, che hanno visto il loro percorso di crescita buttato via da una sceneggiatura sciagurata che sembrava roba da fiction Rai, la nostra perde il trono in favore del più inutile(per i miei gusti) ed insulso dei personaggi, per non parlare del puro nepotismo che fa finire Sansamaldepansa sul trono del nord, dove non ce la vuole nessuno.E chi decide che da ora in poi il re viene deciso così?Un pluricondannato per parricidio e tante cose, e personaggi minori come Brienne, il cipollaro e addirittura i redivivi Edmure Tully(che sbuca giusto per beccarsi uno stacce di epiche proporzioni) e lord Arryn.
Bottigliette e Starbucks dimenticati sul set, sono solo la ciliegina sulla torta di una stagione raffazzonata alla bell'è meglio, tanto per chiudere e buonanotte.
Una colonia di emorroidi esplosive a questi showrunner che avevano tanta fretta di correre a fare Star Wars gliela vogliamo augurare?
Fate vobis.


La mia faccia dopo aver visto la stagione 8.


Questa terza stagione di Stranger things è stata secondo me un pò sottotono per sotto certi aspetti, auspico un' iniezione di novità per la quarta, per evitare un po' il gusto di minestra riscaldata che comincia a sentirsi qua e là.
A me piacerebbe molto si passasse agli anni '90 , anche se essendo la terza stagione ambientata nell'85 circa, bisognerebbe trovare il modo di saltare 5 anni e la vedo duretta...certo che i ragazzini sono cresciuti forte, e conciarli da bambinetti comincia a stridere un pò(mi ricorda gli Harry Potter doppiati in italiano, quando davano ancora il doppiatore bambino ad un attore che aveva 4 chili di palle e quasi la barba)


(momento di apprezzamento per Steve, sempre più adorabile, in divisa da marinaretto)

Non sono mancate le emozioni comunque in questa stagione, momenti divertenti come la mitica scena con Neverending story(che però faceva un pò l'effetto cringe per l'inopportunità del momento), e commozione a litri quando viene letta la lettera di Hopper, tanto per citarne un paio.
La scelta della direzione da dare al personaggio di Maya Hawke mi è piaciuta, sarebbe stato più scontato se fosse finita come ci aspettavamo tutti(non voglio spoilerare anche se ormai è fuori da un bel po').
Bei momenti splatter col mostrazzo "composto", sopratutto nella scena in ospedale, e molto malinconico l'arrivederci nella puntata finale, con i ragazzi che si separano senza sapere bene se e quando si rivedranno.
Si respira l'aria da "fine di un era", speriamo ST sappia rinnovarsi per la quarta stagione,che aspetto con ansia, anche per vedere che fine fa quel personaggio nella cella in Russia...


Altre menzioni d'onore a Dacre Montgomery, che riesce ad essere sexy pure col pornobaffo e quei capelli terribili...


E al costume designer che ha pensato il look di Nancy per questa stagione, non più studentessa ma stagista/apprendista/portacaffè in un giornale locale, sfoggia un set di vestitini uno più adorabile dell'altro <3

Voi avete visto queste serie?Vi sono piaciute?
Raccontatemi cosa state guardando voi, sù!!!



mercoledì 6 febbraio 2019

A caccia di maniaci e serial killer nella casa stregata superando lutti


Cominciamo con una piccola specifica:

maniac noun [ C ] (MENTALLY ILL)


person who behaves in an uncontrolled way, not worrying about risks or danger:

Some maniac was running down the street waving a massive metal bar.

Tanto per sottolineare che so che maniaco e maniac non vogliono dire la stessa cosa, e che a me piacciono questi titoli idioti per i miei post sulle serie tv, quindi ci ho messo maniaco lo stesso XD

Ma veniamo al dunque:di che parla Maniac?rifacimento di una serie norvegese del 2014,è una serie incentrata su un trial farmacologico a cui partecipano Annie(Emma Stone),una giovane donna insoddisfatta della sua vita, e oppressa dal senso di colpa per aver causato la morte della sorella, e Owen(Jonah Hill), schizofrenico in cura perenne, costretto dalla famiglia a mentire, per salvare il fratello maggiore da un'accusa pesantissima in tribunale.Entrambi fragili e depressi, partecipano a questa sperimentazione dove, collegati ad un computer potentissimo, assumono tre tipi di sostanze psicotrope che, in tre fasi distinte del progetto, vengono portati dal rivivere ad elaborare ed infine superare il trauma che li blocca.
Non vi dettaglio le fasi del trial, o le difficoltà che si presentano a causa di un crash del sistema(il computer,troppo empatico e quasi più che umano, ad un certo punto si trova ad elaborare un lutto e va in crisi minacciando di distruggere tutto); Maniac è una serie abbastanza lenta, a volte pesantina e non semplice da affrontare per chi, come la sottoscritta questo autunno, ha già le sue difficoltà psicologiche da affrontare(un lutto pesante nel mio caso, il che mi ha fatto vivere la storyline di Annie in maniera abbastanza drammatica=lacrime napulitane a pioggia) .Ambientata in uno strano tempo a cavallo fra un prossimo futuro e gli anni '80, da cui pesca i coloroni saturi e certi design retrofuturistici, è però una serie con una narrazione densa, stratificata, ed è in un certo senso anche terapeutica;alla fine, ci insegna, non esistono pillole magiche, i traumi si superano solo affrontandoli, facendosi forza con chi ci sta attorno magari solo per stringerci una mano finchè riusciremo a rialzarci, un pò con l'aiuto del tempo e un pò con la forza che, spesso, crediamo di non avere.
Il livello di recitazione è altissimo, non solo la Stone ma anche Hill, che finora aveva fatto perdipiù il grassoccio simpatico in commediole e filmetti non particolarmente "di spessore", porta a casa una performance veramente inaspettata.Ve la straconsiglio se vi piacciono i trip psicologici e le ambientazioni un pò fuori di testa(le "visioni" indotte dalle droghe durante la sperimentazione portano i nostri in una varietà di ambientazioni particolari). E' una serie unica autoconclusiva.

 Avevo cominciato a guardare The Haunting of hill house(quarta incarnazione del classico di Shirley Jackson,da cui più che altro trae ispirazione )assieme al Khal, convinta di guardare una serie horror, ma la lentezza del primo episodio ce l'aveva fatta abbandonare.Sono molto grata al tam tam mediatico(sopratutto sui social)che mi ha convinto a riprenderlo, perchè è davvero un gioiellino.

Più che una serie horror(anche se i salti sulla sedia non mancano), la definirei una serie davvero inquietante, di quelle che ti fanno sentire un disagio profondo allo stomaco che va oltre la visione vera e propria del mostro/fantasma etc etc.

Fulcro della narrazione è la famiglia Crain, cinque fratelli ed un padre(un ottimo Timothy Hutton) con una relazione complicata, figlia dei traumi vissuti da tutti loro nel periodo vissuto a Hill House, che culminò nella tragedia che portò loro via la madre(la brava Carla Gugino), costringendoli ad abbandonare la magione. Ognuno di loro affronta l'esperienza a modo suo, e per questo è nata la teoria, poi confermata da Flanagan(creatore del progetto), secondo cui ogni fratello rappresenterebbe una fase di elaborazione del lutto:negazione, rabbia, negoziazione, depressione e accettazione. Uno dei fratelli(un irriconoscibile Michael Huisman, aka Daario Naharis di Game of thrones)  ha scritto un libro sull'accaduto, enfatizzando l'aspetto paranormale della cosa, ma, di fatto, nel privato continua ad essere convinto che il tutto fosse da ricondurre alla malattia mentale della madre, trasmessasi come "tara" ad alcuni suoi fratelli, in particolare i due fragili gemelli, di cui una muore subito alla prima puntata(ma tornerà in molti flashback che ricorrono nella narrazione...e non solo), e l'altro continua a ricadere nel baratro della tossicodipendenza.Questo dubbio del gemello scrittore lo viviamo anche noi per parecchi episodi, mi piace molto come è gestita la cosa.
Sono personaggi molto ben scritti con i quali è facile empatizzare, ed il finale consolatorio (benchè intriso di tragedia e vedrete perchè)  è un vero balsamo per chi con loro ha passato questi 10 episodi.In particolare mi è piaciuto il concetto del tempo circolare(molto di moda ultimamente ^^) , e di come i mostri a volte non sìano i fantasmi o babau vari, ma i segreti che nascondiamo dentro di noi, le cose fatte di nascosto, le pulsioni che non riusciamo a reprimere.
Gli allestimenti scenici e la fotografia sono davvero belli, a volte mi sembrava di ammirare dei quadri!
Al momento la serie è autoconclusiva, ma visto il grande successo riscontrato, non si sa mai ne facciano un sequel o magari una cosa alla American horror story, staremo a vedere. 




Orfana di Fringe (bellissima serie di fantascienza/mystery andata in onda dal 2008 al 2013) da troppi anni, sono stata attirata da questa serie in quanto uno dei tre protagonisti è interpretato da Anna Torv, protagonista della serie suddetta.Qui interpreta, in una bella ambientazione anni '70, una psicologa che affianca due agenti dell'FBI impegnati in una ricerca relativa al profiling, pratica ormai utilizzata regolarmente dalle forze dell'ordine, ma all'epoca ancora nuova ed inesplorata.Holden, un giovane tutto "ammodino" e il suo collega Bill, da molte più primavere in servizio, girano l'america intervistando serial killer efferatissimi, nelle prigioni, per capire come si fa a trovare un movente quando, a commettere il crimine, è una persona sociopatica o folle, che quindi ha un cervello che non ragiona allo stesso modo delle persone equilibrate.Fra la poca convinzione dei loro superiori che, scettici in questo nuovo metodo che combina psicologia,sociologia ed antropologia, vorrebbero solo continuare col vecchio metodo del MMO(means, motive, opportunity, ovvero mezzi, movente ed opportunità).
Non è una serie che grida al capolavoro, ha uno svolgimento abbastanza lineare senza puntatone particolarmente di spicco, è interessante vedere come l'animo candido dell'agente più giovane venga, in un certo senso, corrotto e squilibrato dal suo frequente contatto con un certo tipo di persone, ma il tutto è abbastanza all'acqua di rose, e a dirla tutta forse, a livello di casting, si poteva fare qualcosa di meglio, per questo Holden che non riesce ad emozionare granchè. Dopo un anno di pausa(questa stagione è del 2017) dovrebbe riprendere nel 2019. Staremo a vedere!


E voi?Avete visto qualcuna di queste serie?Cosa state guardando di bello?



venerdì 4 gennaio 2019

Il Diavolo che non c'è più,mentre l'alienista cerca di ingannarci ed altre persone compiono imprese fisiche impressionanti![serie tv/reality]



Daredevil era ritornato alla grande, dopo una seconda stagione un po' fiacca, con delle storyline poco interessanti come la lovestory di Matt con Karen, gestita malissimo, o l'organizzazione "la Mano",  villain della stagione con decisamente poco spessore, imparagonabile al colossale Kingpin di Vincent d'Onofrio che invece dominava questa terza stagione. Dicevo ERA tornato alla grande, dopo anche la noiosa partecipazione alla fiacchissima serie "Defenders", perché purtroppo, alla fine, questa è stata l'ultima stagione di Daredevil;come già successo a tutte le altre serie Marvel trasmesse da Netflix, anche questa è stata sospesa, si vocifera di una possibile ripresa in un futuro sulla piattaforma di streaming Disney+, ma problemi vari di diritti potrebbero allungare i tempi a dismisura. Peccato perché la serie si era davvero rimessa in piedi, anche se continuavo a non capire perché insistessero a non far usare il costume a Matt(in questa stagione lo vediamo addosso ad un impostore più che a lui...mah!), fatto sta che, se un domani dovessero riprenderla su altri lidi, nel frattempo potrebbero passare degli anni, e chissà se sarà mai possibile riavere lo stesso cast...


The alienist, serie TNT venduta a Netflix, l'ho vista ormai molti mesi fa, ma mi ero scordata di inserirla nel post precedente XD
Prodotto di livello discreto, buone le interpretazioni di Daniel Bruhl e Luke Evans, un po' meno efficace la Fanning, che oltre ad essere mortificata da un tipo di abbigliamento che decisamente non le dona, qui ho trovato abbastanza statica, forse l'intento era quello di rendere la durezza di una donna in un mondo di uomini(interpreta una segretaria che tenta di diventare la prima detective donna della città), ma la sua performance non mi ha convinto.
Evans interpreta un illustratore di giornali(siamo alla fine dell'ottocento),che viene contattato da Bruhl, l'alienista del titolo, per aiutarlo a raccogliere prove(facendo degli schizzi delle scene del crimine)contro un serial killer che va in giro ad ammazzare dei ragazzini.
Essendo l'alienista(=medico specialista di malattie mentali, psichiatra.)il fulcro della storia, mi sarei aspettata che la trama mostrasse qualche geniale intuizione o trovata collegata alla sua professione, alla fine invece l' indagine si svolge in maniera abbastanza tradizionale, con raccolte di informazioni, appostamenti, impronte digitali(una tecnica innovativa per l'epoca),senza che il lavoro del protagonista dìa una vera svolta alla questione.
Buono l'allestimento delle scene in interno, ho trovato quelle in esterno abbastanza finte e plasticose(sembravano girate tutte nella stessa stradina degli studios, cosa che certo faranno in tante serie, ma qui SI VEDE), e tutto sommato la serie non è memorabile.
In arrivo la seconda stagione nel 2019.credo gli darò comunque una chance.



Parliamo adesso di due reality: il primo è "Penn & Teller:fool us!", dove una celebre coppia di maghi statunitensi, che lavorano assieme da oltre 40 anni con uno show fisso a Las vegas(cliccami), sfidano i concorrenti a mostrare loro un trucco che loro non riescano a capire come viene effettuato.
Si vince un'ospitata al loro show a Las Vegas, oltre all'enorme soddisfazione di aver ingannato due monumenti del mondo della prestidigitazione(se avete più di 40 anni l'avete letto con la voce di Silvan,lo so!)e non solo.


Le prime due stagioni le abbiamo guardate su Netflix, ed io mi sono presa una cotta per l'host dello show, Jonathan Ross, che però dalla prima alla seconda stagione si è tagliato barba e capelli, acquisendo immediatamente 15 anni in più e perdendo il fascino marrano che mi aveva irretita, alla prima stagione, malgrado il suo stato fisico non proprio in formissima.
Aaaah questi britannici, cosa mi fanno!
Dalla terza stagione in poi lo sostituisce Alyson Hannigan(la rossa di Buffy, American Pie, How i met your mother), in genere simpatica ma qui con la verve di una papera morta, abbiamo visto un po' di puntate sparse delle altre 3 stagioni prodotte, ma dopo un po' sinceramente pure io sapevo come erano fatti certi trucchi XD XD XD diciamo che ogni puntata ha magari 1/2 numeri  davvero WOW, intercalati da l'ENNESIMO trucco con le monete, l'ENNESIMO trucco con le carte, che ad un certo punto oh, basta davvero!
Mi riservo di recuperare qualche puntata ancora, ma non smànio per completare tutte e 5 le stagioni.


Ultimate beastmaster, lo show sportivo simil-giochi senza frontiere di Sly Stallone, proponeva quest'anno una struttura diversa(3 puntate/1 semifinale,3 puntate/1 semifinale,finalone), più qualche piccola modifica nel percorso che avrebbero dovuto ravvivare un po' la formula dello show che, malgrado sìa sempre divertente da guardare, comincia un po' a mostrare segni di stanchezza;rispetto alla stagione precedente, qui si sente la mancanza della squadra cinese, che l' anno scorso si è resa protagonista di imprese al limite dell'umanamente possibile, alzando di fatto l'asticella così tanto che, mi sorge il dubbio, sia stata esclusa dalla rosa dei paesi partecipanti anche per non far sfigurare TUTTI gli altri.
Unici asiatici in gara quest'anno i sudcoreani, che purtroppo però non han combinato granchè (peccato perché i loro commentatori sono esilaranti), come anche i nostri italiani e, mi duole dirlo, quasi tutte le donne in gara.
Credo che, per ritornare ad essere DAVVERO interessante, UBM debba rivoluzionarsi completamente, proponendo ad esempio una "bestia" totalmente nuova da battere, perché altrimenti rischia di diventare troppo ripetitivo ed un po' noioso ...



Ci rivediamo presto con un altra infornata di serie tv, ne avevo accumulate davvero troppe per parlarvene tutte assieme!
Alla prossima,Mel.


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...